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Conoscere significa avere notizia di una cosa, sapere che essa esiste. Apprendere con l’intelletto l’essere, la ragione delle cose. Quando i bambini vengono a conoscenza di qualcosa per la prima volta, reagiscono con lo stupore. Possiamo scorgere nei loro occhi meraviglia, incanto, curiosità. Loro non danno mai per scontato niente, perché si approcciano alle cose, alle persone, senza pregiudizi. Al contrario di quello che facciamo noi adulti. Siamo in qualche modo “corrotti” dai giudizi che abbiamo acquisito dalla nostra esperienza soggettiva, e non riusciamo a guardare al mondo con la purezza di spirito che invece hanno i bambini.

Questa è una riflessione che facevo ieri, mentre mio figlio osservava incuriosito i pesciolini di uno dei tanti acquari di Leolandia, e cercava di capire che strana creatura fosse l’asino, e voleva dar da mangiare i sassolini alle anatre. Mentre giocava con la lavatrice nella casa di Peppa Pig, e si guardava intorno perplesso quando siamo saliti sulla zattera nel laghetto che bagna Minitalia.

Noi adulti molte volte non siamo in grado di fermarci, di rallentare, di distogliere lo sguardo dalla lancetta dell’orologio che avanza, per lasciarci stupire da ciò che la natura ci offre, dalla bellezza di ciò che ci circonda.

Dovremmlo rallentare tutti, e soffermarci a conoscere nuovamente ciò che già sappiamo che esiste, ma con uno sguardo nuovo, senza pregiudizi, senza fretta, proprio come i bambini.

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